IMPLANTOLOGIA. A cura del Dott. Luciano Capozza

Caso clinico 1

Fistola su premolare ormai non recuperabile

Il dente è stato estratto e l'impianto inserito con tecnica di rigenerazione.

Impianto con corona finito

Caso clinico 2

Situazione iniziale: incisivo centrale superiore sinistro da estrarre, impianto da inserire dopo l'estrazione e protesi fissa da sostituire sugli incisivi centrale e laterale di sinistra.

Prova moncone in zirconia (ossido di zirconio) bianca.

Radiografia dell'impianto.

 

Impianto ultimato con il posizionamento delle corone.

Indicazione.

Gli impianti dentali servono a sostituire uno o più denti quando di questi non sono più recupearabili neppure le radici.

Possono sostenere denti fissi oppure possono stabilizzare una protesi mobile.

 

Materiali.

I più comunemente usati sono in titanio. L'impianto è composto solitamente da una parte interna endossea, detta "fixture" ed una esterna, il moncone. La corona, di colore bianco naturale viene fissata al moncone.

 

Procedura.

Per poter inserire l'impianto dentale endosseo deve essere presente una quantità di osso sufficiente. E' meglio non rinviare eccessivamente la sostituzione di un dente mancante in quanto l'osso viene riassorbito più rapidamente nelle zone dove sono state effettuate estrazioni.

Le probabilità di successo dell'intervento di inserimento di un impianto dentale endosseo osteointegrato sono attualmente circa 95-97%.

Dopo una visita iniziale si studiano le radiografie (OPT, Dentascan etc) ed i modelli e si programma l'inserimento della fixture dell'impianto che avviene solitamente in anestesia locale. Dopo alcuni mesi (da uno a sei a seconda della tecnica e delle condizioni cliniche) si applica sulla fixture il moncone e su questo una corona in metallo ceramica o ceramica integrale

In alcuni casi, se l'osso disponibile è insufficiente, può essere possibile un intervento di rigenerazione ossea.

Il rialzo del seno, ad esempio è un intervento relativamente frequente di rigenerazione ossea e consiste nell'accrescimento dello spessore osseo a livello dell'alveolo utilizzando lo spazio presente nel seno mascellare (di fatto si innalza il livello del pavimento del seno mascellare). Una volta aumentato lo spessore si inserisce l'impianto.

Gli impianti ortodontici non servono invece a sostenere denti, si usano in alcuni trattamenti ortodontici come ancoraggio fisso nell'osso per spostare i denti più efficacemente. Vengono solitamente rimossi alla fine della terapia.

 

 

FAQs:

  • E' possibile il rigetto dell'impianto?
    Non si verifica rigetto nel caso degli impianti dentali endossei in titanio in quanto non viene stimolata la risposta immunitaria caratteristica del rigetto. E' invece possibile l'insuccesso per eccessiva mobilità dell'impianto; in questo caso comunque è  spesso possibile la sostituzione dell'impianto.

  • E' doloroso?
    L'intervento si effettua di solito con anestesia locale e non si avverte dolore. Il dolore postoperatorio è minimo e paragonabile ad un normale intervento per estrazione dentale.

  • Quanto durano gli impianti?
    Non è ancora disponibile una statistica affidabile che comprenda tutti i tipi e tutte le situazioni degli impianti dentali. E' ragionevole che impianti dentali in condizioni ottimali durino almeno alcuni anni.

  • E' necessaria una cura particolare dopo l'inserimento?
    E' sempre necessaria una igiene domiciliare accurata ed una igiene professionale con periodicità consigliata dal proprio dentista (ogni quattro-sei mesi circa).

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